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23^ Edizione del Torneo internazionale di Minibasket  MATERA


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Dal nostro inviato 

 

Questo foglio è ancora una pagina bianca e tenta di narrare l’avventura dei nostri aquilotti nel Torneo “Minibasket in Piazza” a Matera. 
E’ un viaggio molto lungo come quelli di Star Trek alla ricerca di nuovi mondi e di nuove civiltà e speriamo di riuscire a rappresentarlo adeguatamente.


Tutto comincia qualche settimana prima quando i coscritti vengono arruolati dal coach Daniele per rappresentare i colori di Padova, i colori del Petrarca , il Bianco e il Nero , non c’è contrasto maggiore tra questi due colori ma all’interno c’è tutto l’arcobaleno che rappresenta tutti i nostri ragazzi perché sono tutti diversi ma sono anche tutti uniti.
Ed è nella loro unione che puntiamo perché per stare insieme vuol dire stare uniti, fare squadra significa giocare insieme.
Viene arruolato anche Giorgio Costa che, in piena sintonia fonica con Daniele , non sfigura negli urli.
E in una di Domenica assolata ,alle prime luci del mattino, i ragazzi vengono radunati in stazione di Padova, lenti , assonnati si preparano ad un lungo viaggio verso la Basilicata verso Matera, la splendida città dei Sassi .
Si controllano zaini , giberne e moschetti e si sale in treno , un ultimo saluto alle famiglie e si va verso l’incognito , verso una terra ignota ospiti di famiglie sconosciute, sarà probabilmente la prova e la sfida più importante e probabilmente i bambini diventeranno un po’ più ragazzi e sarà un ulteriore tassello che comporrà il puzzle della vita per diventare i futuri uomini.
I nostri telefoni cominciano via via a squillare verso sera per confermare il loro arrivo e ,diciamolo, tiriamo il primo sospiro di sollievo.
Arrivano i giorni della battaglia , lunedì comincia già la prima, noi vorremmo le notizie dal fronte le più fresche possibile, ma le comunicazioni si interrompono quando gli arbitri danno il fischio di inizio e sono minuti di attesa interminabili.
La prima partita è contro gli amici del Matera , comunque vada dispiacerà per tutti , anche per chi avrà vinto.
Il Petrarca però si dimentica che siamo gemellati con Matera e la partita (lo sappiamo alla fine) si chiude a 95-15 per noi. E’ comunque un buon inizio.
Il giorno dopo ci aspettano altre 2 partite Padova-Argentina e nel pomeriggio Padova-Montenegro.
Non sappiamo perché ,ma giocare con bambini d’oltre oceano piuttosto che oltre adriatico ci fa impressione e sappiamo che fa impressione anche ai nostri ragazzi.
Tutto quello che non si conosce ha un fascino particolare ma anche ci fa un po’ timore.
Giochiamo la mattina contro la terra di Maradona e del calcio sarà forte anche nel Minibasket? 
Anche qui ,durante la partita , vige il silenzio radio sappiamo solo alla fine che il Petrarca ha la meglio sui cugini Argentini per 49-34 ( diciamolo chiaramente che i Padovani di madrelingua dialetto sono tra i pochi a comprenderli chiaramente ).
Ma abbiamo poco tempo per gioire , poche ore di riposo e di riflessione , nel pomeriggio ci aspetta il PODGORICA MONTENEGRO.
I Petrarchini si informano sulle forze nemiche ( viene scatenato l’intelligence ), sono alti , forti , bravi e determinati a fare bella figura in Italia.
Ahi…è proprio così, il primo tempo si chiude a favore del Podgorica 16-5 ,e i ragazzi si sentono scoraggiati .
Ma sopraggiungono gli spinaci forniti da Daniele e Giorgio, e tatarattantataà , i braccio di ferro Petrarchini ribaltano la situazione nel secondo tempo , chiudendo gli spazi all’avversario e inanellando una serie di canestri ..e siamo solo a -3 rispetto agli avversari.
Nel terzo tempo nuova riscossa e i Petrachini ribaltano la situazione e alla fine sono in vantaggio .
Nel quarto/quarto non c’è più storia e la partita si chiude a 55 – 44 …onore all’avversario chupa chups e foto in comune .
Il terzo giorno è la volta degli amici del Cagliari che non riescono ad impensierirci in campo e la partita viene chiusa per 90-26.
E siamo alla quarta giornata , già diverse famiglie Padovane si sono radunate attorno ai campi e comincia a sentirsi un familiare tifo attorno alle transenne, forse i nostri ragazzi si sentono un po’ più a casa.
Ho detto i “nostri ragazzi”? in realtà sono talmente concentrati ed in piena trance-agonistica che fatichiamo a riconoscerli .
E’ giovedì , tocca a Padova-Latina in Piazza Vittorio Veneto
Vediamo i ragazzi in un insolito riscaldamento muscolare guidati dal vice- coach Giorgio , ci vengono in mente strani riti tribali ma ci fidiamo , lui sa quel che serve (speriamo).
Ma oltre al riscaldamento muscolare e al Latina dobbiamo affrontare un nemico oltremodo pericoloso il fondo scivoloso del parterre.
Sembra di essere a Giochi senza Frontiere quando si doveva correre su teli inondati di sapone.
Serve una soluzione ed è qui che l’ingegno si fa strada , Leonardo era da Vinci e Giorgio è da Padova e trova la soluzione nella Coca Cola , bevanda miracolosa che, spalmata suole dei nostri campioni , aiuta a renderli meno instabili sul campo.
Partita scivolosa e combattuta ma il Padova ha ragione sugli avversari per 35-21 . Diciamolo il Petrarca è una buona squadra e fin qui imbattuta , cominciano a nascere grandi sogni per quello che potrà avvenire nei giorni successivi.
Guardiamo i calendari e l’indomani ci aspettano gli Estoni… chi ne ha mai visto uno?
Li immaginiamo immensamente alti, freddi, biondi, con gli occhi azzurri.
Altezza a parte sono proprio così e ci fanno un po’ di paura …Temiamo “questi ci asfalteranno” .
Ma la partita non è assolutamente scontata, i nostri ragazzi si passano la palla l’un l’altro velocemente non dando mai nessun riferimento all’avversario e, quando meno se l’aspettano , come il morso del cobra , penetrano in area avversaria facendo un micidiale canestro.
La partita , non scontata assolutamente , si chiude a nostro favore per 47-32.
Viene scambiato un saluto con gli avversari e dopo uno scambio di chupa chups graditi ai nostri simpatici Vichinghi ( che forse rende meno amara la sconfitta ) viene fatta una foto in comune.
Ma facciamo i conti ,e non ci possiamo credere , siamo matematicamente tra le prime quattro squadre del 
Torneo , è un sogno, ma il Petrarca ci ha abituati a sognare (Torneo della Befana, Marostica) , qualcuno ci dà addirittura per favoriti alla finale , dobbiamo complimentarci sin d’ora con loro….bravi bravi.
Ma lo spettacolo continua.
E’ sabato mattina e ci aspetta il Beirut 1-Libano che sappiamo essere una squadra molto forte e fisica.
Lo sappiamo come è andata (lo dico dopo) , ma una riflessione bisogna farla , il basket è uno sport fisico e il contatto è inevitabile, tuttavia dobbiamo ricordare che il Minibasket è e deve essere una cosa diversa ossia una palestra di vita dove il rispetto per l’avversario e per le regole deve essere messo davanti a tutto.
Abbiamo una responsabilità verso i nostri ragazzi, li stiamo aiutando a diventare uomini anche attraverso questo sport, degli uomini migliori di noi mi auguro, ai quali consegneremo le chiavi di questo mondo che sarà il loro .
Purtroppo qualche episodio di mancanza dei codici etici (non del Petrarca ovviamente) che abbiamo enunciato ci ha rattristato un po’ , tuttavia onore all’avversario che ha vinto per 43-31 e la foto e lo scambio finale di saluti ha fatto ritornare il tutto nel binario che è proprio di questo magnifico Torneo , e i pianti (di gioia) degli amici del Libano ci fa ricordare che i bambini di tutto il mondo sono uguali , sono solo gli adulti che probabilmente non capiscono o non vogliono capire.
Beh ci resta la finale per il 3° e 4° posto e scopriamo a breve che il nostro avversario sarà il Roseto.
Squadre “facili” sono finite da un pezzo.
Mancano solo poche ore. La partita è prevista alle 19.00 in piazza Vittorio Veneto.
Vorremmo vincere anche se il 4° posto è una immensa soddisfazione.
Ed inizia la partita contro il Roseto immersi in una cornice formidabile , attorno ad una folla immensa, si accendono anche le luminarie , colpiti da una emozione fortissima ci dimentichiamo che abbiamo bambini in campo del 2004 e anche del 2005 …ma ci pensiamo dopo , vogliamo vincere.
Molti bambini del Matera incitano i nostri , ma anche altre squadre, ci siamo fatti molti amici ed è una delle cose più belle.
Che dire della partita? il Roseto si chiama 33 come i Trentini che tornavano da Trento , è la maglia di un bambino che gioca veramente bene , cominciamo male e sono a 8 a 0 per loro dopo pochi secondi.
Il primo tempo è da dimenticare, ed è un presagio amaro e poco lusinghiero.
Nel secondo tempo il Petrarca è più competitivo e riusciamo a recuperare , ma pensiamo anche al terzo tempo nel quale ritorna questo 33.
Ma mentre noi pensiamo Daniele agisce e mescola le carte e da buon scacchista (sarà vero?) mette in atto una contromossa che tarpa le ali al Roseto frenando l’onda d’urto del 33 ed è così che arriviamo al quarto tempo con le bende ,ma le ferite non sono così profonde come nel primo .
Ed arriviamo al quarto tempo con il Roseto ancora in vantaggio e , maledizione, non riusciamo ad andare a canestro ma neanche gli avversari, e tutto sommato la situazione si mette a loro favore.
Guadagniamo una quantità “industriale” di tiri liberi ma ne vanno dentro pochissimi , il canestro sembra ricoperto da un velo di domopack.
Mancano ancora 2 minuti ma non andiamo in affanno ,il Petrarca comincia a ragionare e cominciamo a fare dei canestri che ci avvicinano al Roseto ……ed è pareggio 44-44..evvaiiiii
Guadagniamo due tiri liberi e mancano 6 secondi alla fine , 6 secondi che separano una vittoria e un terzo posto al torneo da un primo tempo supplementare che non si sa come potrebbe andare.
Sembra di essere ad una finale scudetto , non ci possiamo credere , chiudiamo gli occhi, incrociamo le dita , il cuore si ferma a migliaia di persone , il primo tiro libero va alle ortiche ma ne rimane un altro ,pensiamo già al peggio , ma è a questo punto che Cassandra si fa da parte e il nostro Petrarchino ,dopo aver assestato e piegato bene le gambe ,lancia un preciso pallone che centra in pieno il canestro avversario regalando al Petrarca il 3° posto in finale.
SIIIIIIIIIIIIIIIIIIII. 
Grandissimi tutti i ragazzi grande Coach Daniele Bovo e grande Giorgio Costa. 
Ma grandi tutti gli organizzatori Materani di questa splendida edizione che ringraziamo a nome del Petrarca Padova , grazie a tutti quelli che hanno offerto il loro tempo e le loro energie per realizzare questa fantastica Kermesse, siete stati talmente tanti e tanto generosi che dovremmo riempire pagine e pagine di ringraziamenti. 
Dopo questa esperienza inoltre crediamo che i nostri ragazzi siano cresciuti un po’ e questo sarà anche per merito loro.
Sappiamo che molti di noi Padovani sono e rimarranno in contatto con le famiglie Materane che hanno ospitato i nostri ragazzi e questo gemellaggio rimarrà per sempre fissato nei nostri cuori.
Ma non dimentichiamo la società del Petrarca Padova che ogni anno mette in campo le proprie risorse per partecipare a queste iniziative, sappiamo quanti sforzi, quante responsabilità , quanta voglia di fare sia necessaria realizzare tutto questo.
Un grazie anche a tutti voi lettori per la pazienza e l’audacia di leggere la narrazione di tutto il viaggio dei nostri “ometti”.
Forza Petrarca e pronti per la prossima avventura.
AD MAIORA

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